"Libere sempre" di Marisa Ombra

Pubblicato il da vocelibera2011

Marisa Ombra (Asti, 1925) era solo un'adolescente quando, spronata dal padre, si unì alla lotta partigiana contro i nazi-fascisti. Oggi è un'anziana signora che ancora gira l'Italia portando la propria storia e la propria esperienza a chi voglia ascoltarla, e soprattutto ai giovani. Di qui è nato il suo breve ma intenso libriccino Libere sempre (2012), lettera aperta ad una ragazza del nostro tempo.

C'è qualcosa che accomuna i giovani di ieri e quelli di oggi, ed è l'incertezza che l'adolescenza porta con sé: il corpo che cambia, il desiderio di essere più liberi e indipendenti. Marisa Ombra lo ha sperimentato e lo rivede nei ragazzi del terzo millennio: può comprendere ad esempio meglio di altri le vittime dell'anoressia, perché ha conosciuto personalmente, su se stessa, questo male dell'anima. La cura, per lei, è stata la guerra partigiana, che le ha dato uno scopo, ha riempito il vuoto e le ha offerto un senso, attraverso una battaglia che era percepita (ed è stata!) epocale e determinante per il futuro suo e di tutto il nostro Paese. La guerra partigiana ha liberato l'Italia dalla dittatura inaugurando un percorso nuovo di giustizia e democrazia; ma non solo: quegli eventi hanno costituito una tappa fondamentale anche per l'emancipazione delle donne, che per la prima volta, in gran numero, uscirono dalle loro case e dai ruoli tradizionalmente imposti per diventare artefici del destino proprio e della nazione insieme a tanti partigiani maschi. Dopo tutto questo, osserva Marisa Ombra, non era possibile tornare indietro. Perciò nei decenni successivi le rivendicazioni da parte delle donne di spazi e diritti, nella famiglia, nella società, nel mondo del lavoro, si sono intensificate e hanno portato alle grandi conquiste in particolare degli anni '60 e '70. Marisa Ombra è orgogliosa di essere stata una protagonista del cambiamento e di aver consegnato alle ragazze delle generazioni successive un futuro migliore. Perciò resta perplessa, delusa e preoccupata, nel constatare che molte giovani di oggi mostrano di non avere coscienza di ciò che è accaduto in passato e del valore di conquiste costate anche tanto sudore e tante lacrime: vederle svendere i loro corpi e la loro dignità in cambio di denaro, doni, successo è un tradimento. Quando le femministe rivendicavano il possesso del loro corpo, che mai più sarebbe dovuto essere sfruttato e mortificato dall'uomo, non immaginavano certo che decenni dopo le ragazze sarebbero tornate a umiliarsi (seppure in maniera diversa dal passato) fino a tal punto e a spacciare i loro comportamenti per libertà. Marisa Ombra sa che la libertà è un'altra cosa e ha deciso di spiegarlo alle giovani del terzo millennio.

La scrittrice ha semplicemente ragione. Benché io appartenga ad una generazione ben successiva alla sua e per molti versi più vicina a quella dei giovani di oggi (il tempo del disimpegno è cominciato proprio negli anni in cui ero adolescente io, i famigerati Ottanta!), tuttavia il mio sentire è molto più vicino a quello della "ragazza della Resistenza". Fin da bambina ho avuto un senso profondo della dignità e della libertà di tutti gli esseri umani, di qualunque sesso (e anche religione e condizione sociale) e ho reagito con istintiva indignazione alle prevaricazioni del maschio sulla donna (e a tutte le violenze). Il merito appartiene certamente all'educazione che ho ricevuto e che poi, negli anni della consapevolezza, ho fatto pienamente mia e approfondito.

Oggi, in questo nostro tempo buio in cui nei Paesi cosiddetti civili e moderni le violenze sulle donne e i femminicidi aumentano invece di diminuire come invece ingenuamente ci aspettavamo, è necessaria e urgente una rinnovata riflessione sul tema del rapporto tra i sessi. Occorre ragionare, anche dolorosamente, sugli errori che le stesse donne commettono subendo soprusi senza riuscire a reagire o prostituendo il proprio corpo e la propria dignità per ottenere notorietà e doni preziosi. Bisogna riportare alla memoria il tempo troppo presto archiviato delle lotte per la parità, consapevoli che le conquiste di civiltà (tutte, non solo quelle delle donne) vanno custodite e preservate perché è facile che vadano perdute. Perché i rigurgiti di maschilismo (e di intolleranza in senso lato) che funestano le nostre democrazie sono resi possibili proprio dalla disattenzione, dalla convinzione che i diritti siano ormai acquisiti per sempre, dal tradimento dei valori di giustizia e dignità, spesso da parte di chi più di tutti dovrebbe percepirne nel profondo il senso.

Libere sempre, nella sua brevità e semplicità, è capace di parlare al cuore e alla ragione insieme. Dentro di me, in particolare, resteranno incancellabili quelle pagine finali in cui Marisa Ombra spiega quanto sia difficile, ma necessario, continuare a credere e a lottare per qualcosa, anche quando i "miti" si rivelano illusori. Sto attraversando un momento della vita, soprattutto professionale, in cui mi sento disorientata e avvilita, perché quel lavoro che per anni ho sentito come una sorta di missione mi sta riservando delusioni sempre più grandi alle quali, per il momento, non so come reagire: per ora navigo a vista, alternando momenti di abbattimento ad altri più positivi. Il libro di questa partigiana volitiva, che ancora oggi trova l'energia e l'entusiasmo per rivolgersi ai giovani e trasmettere loro un insegnamento, pur constatando la grave crisi di valori che ci circonda, forse riuscirà ad essermi di sprone.

Spero però ancora di più che questa donna e le sue pagine che partono dalla lotta partigiana il cui esito felice festeggeremo tra qualche giorno, il 25 aprile, riescano a risvegliare tante coscienze davvero addormentate, dei giovani e dei meno giovani. Perché una rigenerazione morale è necessaria.

 

«Dare un senso alla tua esistenza serve a darti una ragione e a metterti in pace»

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