Quando finirà questa vergogna?

Pubblicato il da vocelibera2011

Lo scorso 23 luglio un condannato a morte in Arizona ha agonizzato per due ore prima che l'iniezione letale facesse effetto. Il nome dell'uomo era Joseph Wood e nel 1991 era stato condannato alla pena capitale per l'omicidio della fidanzata e del padre di lei.

Negli USA incidenti come questo si sono già verificati altre volte negli ultimi mesi e dipendono almeno in parte dalla difficoltà di reperire i medicinali per realizzare il cocktail letale, dal momento che le case farmaceutiche europee rifiutano di fornirli.

Ma questo episodio spinge, ancora una volta, a considerazioni più ampie. La pena di morte è una barbarie che pone lo Stato sullo stesso piano degli assassini che subiscono la condanna. Diversi studi hanno peraltro dimostrato che non ha un reale valore deterrente, visto che i Paesi in cui viene applicata non hanno conosciuto nessuna significativa diminuzione dei reati per i quali è prevista. Ma è perfino ridicolo dover ancora citare questi argomenti nel terzo millennio.

L'ultimo rapporto dell'organizzazione Nessuno Tocchi Caino rivela che il numero dei Paesi che applicano la pena capitale tende a diminuire, ma il numero complessivo delle esecuzioni sale. E purtroppo, accanto al nome di Stati che notoriamente violano i diritti umani e nei quali l'applicazione delle pena di morte non stupisce, compare anche il nome di Paesi cosiddetti civili come gli Stati Uniti d'America.

Su questo tema possiamo davvero, da Europei, vantare una civiltà più avanzata e umana rispetto al Paese che comunemente è considerato maestro di democrazia. E noi Italiani, in particolare, possiamo anche vantare di essere stati i primi (nel Gran Ducato di Toscana, alla fine del XVIII secolo) ad abolire la pena di morte per legge.

Nella vicenda di Joseph Wood colpisce certamente la reazione dei familiari delle vittime del condannato, che di fronte all'agonia dell'uomo non hanno manifestato pietà. In realtà essa può essere anche umanamente comprensibile, giacché non tutti siamo capaci di dominare gli istinti vendicativi. Tuttavia uno Stato dovrebbe appunto evitare di solleticare e alimentare gli istinti più feroci, imponendo pene anche molto severe, ma che rispettino l'umanità.

Joseph Wood, pena di morte, Nessuno Tocchi Caino, Amnesty International
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