Reagire, reagire, reagire!

Pubblicato il da vocelibera2011

Ero solo una bambina e mi domandavo come fosse possibile che camorristi e mafiosi noti e notoriamente irredenti si sposassero nelle chiese o nelle stesse chiese ricevessero i funerali. Quando, con l’insistenza e la pedanteria di cui sono capaci i bambini, ponevo la domanda agli adulti, ricevevo in risposta sorrisini, parole smozzicate, imbarazza(n)ti silenzi. Con il tempo ho naturalmente imparato che esistono anche dentro la Chiesa la paura, l’omertà, le connivenze e le collusioni criminali. Ma ho apprezzato anche figure coraggiose di ecclesiastici che combattono ogni giorno e hanno sacrificato perfino la vita per combattere le mafie, rifiutando di piegarsi a qualsiasi compromesso.

Quando è venuto alla ribalta della cronaca l’episodio di Tresilico di Oppido Mamertina (provincia di Reggio Calabria), dove il 2 luglio la processione della Madonna delle Grazie si è fermata a rendere omaggio alla casa di un vecchio boss ai domiciliari, la mia prima reazione è stata di sdegno e di sconcerto, per quel gesto – grave! – compiuto con la più grande naturalezza.

Vicende del genere accadono naturalmente non solo ad Oppido Mamertina, ma è la prima volta che la risonanza è tale. Ora che l'interesse intorno al fatto comincia a scemare, è necessario tenere vivi il ricordo e l'attenzione. E l'indignazione.

Nel caso di Oppido Mamertina l’unica speranza viene dal maresciallo dei carabinieri Marino che ha abbandonato la processione ordinando ai propri uomini di fare lo stesso e ha denunciato il fatto dando il via a indagini della magistratura. Quanto meno ambigue appaiono invece le posizioni del parroco, che pare sia anche imparentato con la famiglia del boss, e del sindaco, che inizialmente ha cercato di minimizzare e giustificare l'accaduto e a tutt’oggi si barcamena maldestramente. Peraltro entrambe le autorità hanno dichiarato il proprio rammarico per il fatto che l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica è rivolta all'episodio della processione e non ai gravi problemi di disoccupazione, povertà, emigrazione che affliggono Oppido: ma è perfino banale che quei drammi non potranno mai essere realmente affrontati, tanto meno risolti, fin quando la 'ndrangheta la farà da padrona - e chiaramente quanto accaduto durante la processione è la punta di un gigantesco iceberg di sudditanza del paese all'antistato mafioso.

Nessuno è obbligato a farsi prete o carabiniere (o sindaco), ma se si intraprende una strada di questo tipo ci si assume nei confronti della comunità un dovere morale, civile e politico, nel nome della legalità, della giustizia, della libertà, che non si deve tradire. D’altra parte ciascuno di noi, nella propria quotidianità, deve fare la propria parte, rifiutando la logica mafiosa clientelare, corrotta e corruttrice, violenta: perché le istituzioni ci rispecchiano, e il primo cambiamento deve dunque venire da noi.

Le mafie prosperano sulla paura e sulla sfiducia: se invertiamo la rotta, resteranno isolate e impotenti e con esse i politici, gli ecclesiastici e chiunque altro che sia connivente o colluso.

Oppido Mamertina, 'ndrangheta, Andrea Marino, mafia
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