Pillole di attualità

Pubblicato il da vocelibera2011

Il 20 giugno si è tenuto a Roma il Family Day. Non ne condivido in alcun modo le parole d'ordine e le istanze, ma naturalmente riconosco a tutti il diritto di espimere la propria opinione (riflettiamo però sul fatto che lo stesso spazio e lo stesso rispetto non sono sempre garantiti alle voci discordanti da quelle della manifestazione). Alcune posizioni presentate al Family Day, però, suonano particolarmente anacronistiche e inaccettabili, e dunque pericolose: mi riferisco al discusso intervento di Kiko Arguello, fondatore dei Neocatecumenali, che ha spiegato il femminicidio come la reazione di uomini atei che, abbandonati dalle loro donne per un'altra donna, sperimentano un inferno interiore che li spinge ad uccidere i figli e la compagna. Come si può accettare che nel 2015 qualcuno sostenga che l'ateismo sia sinonimo di immoralità e violenza? E poi, sorge spontanea la domanda, se invece la moglie abbandona il marito per un altro uomo, il discorso vale lo stesso? Cosa c'entra l'omosessualità con la questione del femminicidio?

Da mesi il mondo della scuola è in rivolta contro la nuova riforma promossa dal governo Renzi. Essa è rovinosa per il sistema dell'istruzione e più in generale per lo sviluppo culturale e civile del nostro Paese, ma non è mia intenzione ripercorrere ora i temi della polemica perché sarebbe troppo lungo. In questa sede voglio solo osservare che il governo sta procedendo nell'approvazione della nuova legge (passata al Senato il 25 giugno) senza di fatto tenere in alcun conto le proteste di docenti e studenti e di tanti altri cittadini solidali con la causa. L'altissima percentuale di scioperanti del 5 maggio, il boicottaggio delle prove Invalsi e le mille altre iniziative che, seppure spesso oscurate dalla stampa ufficiale, hanno avuto larghissima diffusione attraverso il web, sono trascurate dalle istituzioni come se nulla fosse. Un atteggiamento così noncurante dell'opinione popolare sa davvero di prove tecniche di dittatura.

Sono spesso critica nei confronti degli Stati Uniti, della loro democrazia fondata su un imperialismo non di rado perfino feroce e che al suo interno presenta ancora troppe storture ed esclusioni, a cui si aggiunge l'obbrobrio della pena di morte Tuttavia, anche se c'è ancora tantissima strada da percorrere, la decisione del 26 giugno della Corte Suprema degli USA che garantisce anche alle coppie omosessuali, in tutti gli Stati dell'Unione, il diritto a contrarre matrimonio è una conquista innegabile di civiltà. Non dimentichiamo, inoltre, che tanti altri Stati del mondo hanno già da tempo una legislazione simile: è l'assenza dell'Italia dal novero a suonare davvero stonata, e triste.

 

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