"Quando c'era Marnie" di Hiromasa Yonebayashi

Pubblicato il da vocelibera2011

Benedetto sia lo streaming in questi torridi pomeriggi di inizio estate, quando le forze consentono, al massimo, di allungare la mano verso bottiglia e bicchiere e, per non abbrutirsi mentre si abbrustolisce, si cerca un film leggero e garbato da guardare. Così ho scoperto Quando c'era Marnie (思い出のマーニー Omoide no Mānī, lett. Marnie dei ricordi"), lungometraggio giapponese dello Studio Ghibli per la regia di Hiromasa Yonebayashi. Uscirà nelle sale italiane a settembre, ma è già disponibile in rete con i sottotitoli nella nostra lingua; da quel che si legge su internet, potrebbe essere l'ultimo lavoro prodotto dallo Studio attualmente chiuso.

Anna è una bambina di 12 anni che vive a Sapporo con i genitori adottivi con i quali ha rapporti tesi; molto introversa, si isola dai coetanei, dedicandosi al disegno. Per le vacanze si trasferisce in una cittadina sul mare, ospite di alcuni parenti, per respirare aria migliore e curare così la sua asma. Nel paesino che l'accoglie Anna scopre una vecchia villa abbandonata al di là di un pantano che con l'alta marea deve essere attraversato in barca. La villa, che Anna ha l'impressione di aver già visto, sembra disabitata durante il giorno e illuminarsi di notte: lì la bambina conosce Marnie, una ragazzina bionda che diventa la sua prima vera amica. Col trascorrere dei giorni i misteri intorno a Marnie e alla villa si chiariranno, complice anche un diario ritrovato dalla piccola Sayaka da poco trasferitasi nella grande casa, e Anna potrà dire addio a Marnie con rinnovata serenità.

Il film è tratto da un romanzo per ragazzi ambientato in Inghilterra negli anni Sessanta del Novecento (Quando c'era Marnie di Joan G. Robinson) e riadattato nelle ambientazioni e, in parte, nei nomi. È un film realizzato con disegni limpidi, luminosi e coloratissimi, che racconta la storia di una ragazzina come tante e al tempo stesso unica (come tutti i bambini sono) e che solo riscoprendo le proprie radici potrà finalmente rivolgersi al futuro con serenità e allegria.

Non particolarmente originale nella trama, il film affronta però i suoi temi con delicatezza, riuscendo anche a creare una atmosfera di curiosità e di suspense vagamente paurosa che si scioglie solo alla fine, sul viso finalmente sorridente di Anna che torna a Sapporo.

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