"Il fucile da caccia" di Inoue Yasushi

Pubblicato il da vocelibera2011

Tempo fa il caso mi fece conoscere una raccolta di tre racconti dello scrittore giapponese Inoue Yasushi (Asahikawa, 1907 – Tokyo, 1991) che porta il titolo Amore. Quella lettura mi lasciò uno strano sapore in bocca, nonostante non potessi dirmi delusa. Mi sono allora procurata il romanzo che costituì l'esordio narrativo dell'autore ed è considerato il suo capolavoro, Il fucile da caccia (Ryōjū, 1949), per approfondire lo stile e l'ispirazione di questo scrittore tanto apprezzato in patria e anche all'estero.

Anche in questo libro ricorre il numero tre: tre sono infatti le lettere che tre donne inviano a Misugi Jōsuke in occasione di un tragico evento. L'autore immagina che un poeta (voce narrante della cornice narrativa in cui sono inserite le missive) le riceva a sua volta da Jōsuke in persona, che però lui non ha mai conosciuto: Jōsuke è rimasto colpito da una lirica del poeta pubblicata su una rivista e ha deciso di condividere con questo sconosciuto così sensibile gli inganni e i dolori della sua esistenza. Poi le lettere dovranno essere distrutte.

Come in Amore, le descrizioni dei luoghi sono pennellate nitide che permettono al lettore di figurarseli immediatamente. Come in Amore, i personaggi dominanti sono quelli femminili: la loro psicologia è più complessa, quindi anche più tormentata, certamente più interessante e affascinante. Come in Amore, si parla d'amore, e di amori difficili. Soprattutto questo libro pone la domanda forse più tormentosa di tutte: se sia preferibile amare o essere amati, cosa tra le due richieda maggiore coraggio, cosa tra le due possa dare la felicità (evidentemente, per lo scrittore, le due esperienze non possono coesistere nella stessa persona).

Dopo la lettura di questo breve romanzo ho finalmente messo a fuoco il motivo delle perplessità che aveva suscitato in me Amore. Da libri del genere avrei desiderato sentirmi emotivamente più coinvolta, mentre invece sentimenti e passioni sono espressi in una forma composta, misurata, che non riesce a fare breccia in me. Eppure qui come lì la storia è bella e vera: Inoue Yasushi sapeva raccontare la gente comune e i suoi amori quotidiani, che però nella loro semplicità non sono mai banali: anzi, sono assolutamente unici nella gioia e nel dolore, nella menzogna e nella verità.

 

 

«Quale sarà il serpente che ognuno degli uomini si porta dentro? Egoismo, gelosia, fatalità? Forse una specie di karma che ingoia tutto ciò e che la nostra forza non ci basta a mutare?»

Inoue Yasushi, Il fucile da caccia, amore, tradimento, Saiko, Shoko, Midori
Inoue Yasushi, Il fucile da caccia, amore, tradimento, Saiko, Shoko, Midori

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