Della libertà e del giusto limite

Pubblicato il da vocelibera2011

Qualche giorno fa ho reagito con forza alle parole di una mia giovane studentessa (15 anni appena!) che vantava di aver vandalizzato una saracinesca durante la manifestazione studentesca del 9 ottobre contro la cosiddetta "Buona Scuola" di Renzi. Nonostante infatti viviamo un tempo buio ("greve", mi verrebbe da dire citando il mio amatissimo Sciascia), mi rifiuto di accettare la violenza come strumento di lotta nell'Italia contemporanea. Anche quando la causa è sacrosanta (come in questo caso: la "Buona Scuola" è una vergogna!).

Proprio oggi, poche ore fa, lo scrittore Erri De Luca è stato assolto dall'accusa di istigazione a delinquere per alcune frasi da lui pronunciate in favore del boicottaggio della TAV in Val di Susa.

Il discorso pronunciato dallo scrittore in apertura di udienza è del tutto condivisibile nei princìpi: la libertà di espressione è e deve restare un diritto inalienabile. Nessuno poteva saperlo meglio dei nostri padri costituenti che, uscendo dalla dittatura fascista, elaborarono l'articolo 21 della nostra Costituzione.

Tuttavia, anche se le parole dello scrittore, in sé e per sé, non intendevano istigare alla violenza, non posso non pensare che molti, troppi, dei nostri giovani e giovanissimi aspettano solo una piccola spinta (e a volte non l'aspettano neppure) per compiere atti di vandalismo e anche di vera e propria violenza.

De Luca doveva essere assolto perché è giusto così: il fatto non sussiste. Io però, come intellettuale e come educatrice, mi guardo sempre dal pronunciare qualunque affermazione potenzialmente interpretabile come una legittimazione dell'uso della forza. Non credo che la violenza sia la strada attraverso la quale potremo liberare il nostro Paese dagli arrivisti senza scrupoli, dai politici corrotti o comunque inadeguati e dalle mafie: bisogna invece combattere con la cultura, rafforzando senso critico, coscienza ed etica.

Della libertà e del giusto limite

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