"Maja e Michele" di Irena Jurgielewicz

Pubblicato il da vocelibera2011

Due ragazzi, studiando insieme, scoprono di essere importanti l'una per l'altro.

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Erano i primi anni Ottanta ed ero ospite a casa della nonna per una parte del periodo estivo. Alla ricerca di qualcosa da leggere per far trascorrere le ore, scovai in libreria un romanzo per ragazzi intitolato Maja e Michele (Wszystko inaczej, 1970), della scrittrice polacca Irena Jurgielewicz (Działoszyn, 1903 - Varsavia 2003). Me ne innamorai, tanto da sfidare il culto delle buone maniere di nonna e zia continuando a leggere il libro anche a tavola durante il pranzo. Da allora quel breve romanzo è rimasto nei miei ricordi come uno dei più belli mai letti durante l'infanzia e la prima adolescenza. A casa della nonna non sono più riuscita a ritrovarlo, ma per fortuna esiste il web, dove, non senza fatica in verità, sono riuscita a reperirne una copia usata. Complice il caldo asfissiante di questi giorni, che scoraggia attività intellettuali troppo impegnative, ho pensato di rileggerlo: un salto indietro nel tempo di trent'anni, con la curiosità di scoprire se qualche altro internauta lo ricordi.

In un agosto caldo e afoso, Maja si è appena trasferita a Varsavia dalla campagna insieme alla sua famiglia. Ha 14 anni, sente nostalgia della sua vita precedente e per giunta è costretta a studiare, poiché è stata rimandata in Geografia. Nello stesso palazzo vive Michele, con la madre e il patrigno. Lui ha 17 anni ed è un ottimo studente, particolarmente appassionato proprio della Geografia. Tra Maja, insicura, suscettibile, con un particolare talento per l'intaglio di figurine nel legno, e Michele, introverso, un po' pedante, capace però anche di inaspettata tenerezza, galeotta la Geografia, nasce una simpatia che piano piano diventa qualcosa di più.

Il romanzo non presenta nessun particolare pregio letterario e la narrazione procede semplice e lineare (anche se la traduzione italiana risulta appesantita, al mio orecchio attuale, dall'uso di pronomi come "egli" ed "essi" che ormai non si usano quasi più o da participi passati come "veduto": i cambiamenti negli usi linguistici dai tempi della mia infanzia sono già notevoli - tempus fugit); contiene però tutti gli ingredienti che mi facevano sospirare a dodici anni: un ragazzo affascinante e introverso, una ragazzina sensibile, piccoli equivoci, scaramucce, e tanta tenerezza. Sullo sfondo si collocano figure di genitori che faticano a comprendere i cambiamenti che l'adolescenza comporta e si muovono impacciati nei rapporti con i figli: in questo senso non escludo di aver ritrovato, allora, qualcosa della mia esperienza, tuttavia non ricordo di averci dato particolare peso.

Oggi, naturalmente, potrei soffermarmi sul fatto che questo libro è stato scritto da un'autrice polacca nel pieno della guerra fredda eppure è arrivato in Italia dove ne è stata realizzata un'edizione scolastica per le scuole medie; o sul fatto che la Jurgielewicz, insegnante e scrittrice per l'infanzia, intendeva appunto proporre, tra l'altro, spunti di riflessione sul rapporto difficile tra genitori e figli adolescenti. Ma da quell'estate mi è rimasta impressa solo la storia di Maja e Michele, che si innamorano studiando la Geografia: e per oggi non mi occuperò di altro.

Dubito che una ragazzina di dodici anni, nel 2015, sarebbe conquistata da una storia in cui non c'è neppure un bacio o una carezza tra i due giovani protagonisti. Ma forse era così già trent'anni fa ed io ero fuori moda già allora (oggi lo sono certamente, per tanti motivi, e ne sono fiera). Sta di fatto che mi sono commossa nel rileggere quelle pagine ingiallite, perché ho ritrovato i miei sogni di ragazzina e più che mai ho dovuto riconoscere che la vita me li ha frantumati. E mi sono ritrovata a pensare che ancora adesso, alla mia veneranda età, mi piacerebbe che una storia d'amore, per me, cominciasse così: con una chiacchierata sui libri letti, con qualche battibecco di poco conto, con la tenerezza di una rosa in un vasetto. E intanto resto orgogliosamente single.

 

«- Sei uno strano tipo - disse Maja. - Prima bisticci e poi arrivi con un impermeabile. (Michele vuole proteggerla dalla pioggia - n.d.r.) - Sono due cose assolutamente diverse. Devo aver cura di te»

Irena Jurgielewicz, Maja e Michele, amicizia, amore, adolescenza, geografia, Varsavia
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