Da musulmano moderato a cattolico integralista: "Grazie Gesù", la storia di Magdi Allam raccontata da lui stesso

Pubblicato il da vocelibera2011

http://www.itacalibri.it/System/33025/GrazieGesu_1.jpgGrazie Gesù. La mia conversione dall’islam al cattolicesimo è il titolo del celebre libro del 2008 scritto dal giornalista Magdi Allam (Il Cairo, 1952). Anzi, Magdi CRISTIANO Allam, come ha voluto emblematicamente essere ribattezzato in occasione della sua conversione.

 

Egiziano di famiglia islamica ma educato, nel suo Paese, in ambienti cristiani, Allam ha successivamente studiato in Italia dove vive da anni; ha collaborato con i quotidiani il manifesto e la Repubblica ed è stato vicedirettore ad personam del Corriere della Sera. Dopo decenni spesi ad incarnare il volto moderato dell’islam, si è convertito al cattolicesimo, ricevendo dalle mani di papa Benedetto XVI i sacramenti dell’iniziazione cristiana (battesimo, cresima, eucarestia) durante la veglia pasquale del 22 marzo del 2008. Negli ultimi anni Allam si è dedicato alla politica e ha cominciato a collaborare al quotidiano il Giornale.

 

Il libro in questione era stato concepito, stando a quanto racconta lo stesso autore, come una descrizione del suo rapporto turbolento con l’islam; dopo il 22 marzo 2008, nel tempo record di dieci giorni, il volume è stato riscritto con tutt’altra impostazione (e qualche traccia di questa rapidissima riscrittura resta in alcune ripetizioni evidentemente superflue e in alcuni, imbarazzanti, refusi di stampa – ma business is business!).

Il libro è strutturato in tre capitoli, dedicati rispettivamente ai tre sacramenti ricevuti, che in realtà costituiscono un pretesto per parlare di tanto altro e in particolare per lanciare anatemi contro l’islam e contro il relativismo culturale e morale degli atei e degli scettici. Seguono la trascrizione dei messaggi di solidarietà alla conversione e un elenco infinito di ringraziamenti.

 

A suo tempo fu molto discussa la scelta di Allam di dare tanta risonanza alla sua conversione e lui stesso, nel libro, spiega le ragioni di questa pubblicizzazione. La conversione deve essere una testimonianza pubblica, a maggior ragione quando ne è protagonista un personaggio noto, anche a costo del martirio.

Per questo Allam, consapevole di andare incontro a pericoli ancora maggiori rispetto al passato, ha deciso di dare massima divulgazione alla sua esperienza.

A voler essere maliziosi, si potrebbe osservare che affrontare le fatwe deve essere certamente più facile per lui che per tanti altri umili sconosciuti che non godono della protezione di guardie del corpo. Ma c’è ben altro che merita attenzione.http://www.windoweb.it/guida/letteratura/letteratura_foto/magdi_allam_1.jpg

 

Nessuno ha il diritto di criticare la scelta di fede di nessun uomo. Ognuno di noi avverte, umanamente, il bisogno di credere in qualcosa che dia un significato e una direzione alla propria vita. E ognuno di noi dovrebbe essere libero di credere in ciò che risponde meglio alle sue domande.

Si può anche compiere lo sforzo, per quanto sia difficile perché sembra un’operazione mediatica più che una scelta sincera, di rispettare la pubblicizzazione della vicenda personale.

Tuttavia il libro di Magdi Allam irrita non poco. Rivela infatti un fondamentalista aggressivo e intollerante.

 

Allam esprime giudizi severissimi anzitutto sull’islam.

Sarebbe indubbiamente necessaria una conoscenza approfondita dei testi sacri musulmani per confermare o confutare molte delle informazioni da lui fornite e pochi posseggono una preparazione che sia all’altezza. Tuttavia si può decisamente affermare che non potrà mai esserci dialogo con l’islam da parte di chi afferma con arrogante certezza che si tratta di una religione violenta e barbara.

Dopo che questo concetto è stato ribadito più volte, e con le stesse parole, come se si trattasse di formule da mandare a memoria, non ha molto senso invitare gli islamici di buona volontà al confronto. L’unica possibilità alla quale pensa Allam è, evidentemente, quella di convertire al cattolicesimo le persone “per bene” che oggi aderiscono all’islam.

 

Sarebbe folle negare che esista un gravissimo problema legato ad una interpretazione aggressiva, violenta, terroristica dell’islam. E non mi stupirei se questa interpretazione risultasse attualmente quella in percentuale dominante.

È evidente inoltre che nei Paesi cosiddetti “islamici” vi sono gravissimi difetti di democrazia.

Contrapporre però estremismo ad estremismo può sortire l’unico effetto di inasprire i conflitti.

Non bisogna inoltre dimenticare che il nostro Occidente, certamente più civile ed avanzato, ha comunque non poche responsabilità nel perdurante Medioevo degli Stati islamici, visto che gli interessi del colonialismo e del neocolonialismo sono stati considerati (e continuano ad essere ritenuti) prioritari.

 

L’altro aspetto che colpisce negativamente nel libro è l’insistenza di Allam sui suoi stretti rapporti con eminenti rappresentanti di Comunione e Liberazione e del Vaticano, fino allo stesso papa, definito baluardo della libertà e della civiltà.

Tanti ringraziamenti e tante attestazioni di amicizia verso le alte sfere cattoliche suonano decisamente opportunistici, oltre che sgradevolmente retorici.

 

Una nota a margine.

Magdi Allam ritiene di poter contrapporre il cristianesimo all’islam anche perché per gli islamici conterebbe solo il numero dei fedeli, che deve essere il più alto possibile, laddove per i cristiani sarebbe importante la qualità dell’approccio.

Ciò semplicemente non corrisponde al vero.

In Messico, ad esempio, si celebrano strani rituali ibridi, in cui si mescolano antiche tradizioni pre-colombiane ed elementi cristiani. Definire “cattolici” quei fedeli rappresenta, evidentemente, una forzatura. Eppure la Chiesa di Roma li conta come tali.

Poco più avanti Allam sostiene che mentre la gran parte degli islamici si limita a seguire fanaticamente i predicatori, ben diverse sarebbero la coscienza e la preparazione in campo dottrinario richieste ai cristiani.

Anche questo non è affatto vero. L’ignoranza degli Italiani in materia dottrinaria è crassa: si può constatarlo ogni giorno, presso i giovani come presso persone di età più avanzata.

 

Che infine le convinzioni di scettici e atei siano considerate da Allam non solo errate, ma una delle cause della decadenza morale della nostra società contemporanea non si può ovviamente accettarlo e suona decisamente offensivo.

Si può solo sperare che un uomo che ha attraversato due religioni e vissuto tante esperienze, come uomo e come intellettuale, trovi un modo diverso di dibattere con chi ha fede e valori differenti dai suoi. Per ora, però, i suoi interventi giornalistici non appaiono confortanti in questo senso.

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