Eroi moderni (più o meno)

Pubblicato il da vocelibera2011

Sono cresciuta "a latte e cartoni animati giapponesi", come spesso mi piace ripetere. La mia infanzia ha coinciso perfettamente con l'arrivo in Italia delle prime serie, da Goldrake a Heidi, da Jeeg robot d'acciaio a Candy.

Preferivo decisamente le saghe robotiche, perché ero un vero maschiaccio, e mi piacevano anche molto le storie apocalittiche (alle quali ispiravo i primi ingenui tentativi di scrittura personale).

 

Tra quelle serie ce n'era una che aveva una sigla (italiana) che mi piaceva moltissimo, Conan il ragazzo del futuro. La vicenda è ambientata nel futuro dopo la grande catastrofe della guerra globale, in un mondo popolato ormai da poche migliaia di sopravvissuti che si dividono (e spesso si contendono) le poche risorse disponibili.

 

 


 


La storia allora la seguivo solo a spizzichi, perché non riuscivo mai a rintracciare gli orari precisi di trasmissione.

Nelle scorse settimane però ho potuto recuperare la lacuna e insieme al mio bambino di 7 anni ho visto tutte le puntate.

 

Mio figlio si è appassionato moltissimo (anche alla sigla, tra l'altro, proprio come me), si è divertito e si è commosso... come sempre, quando c'è lo zampino di Miyazaki. Ed io con lui.

Ho dovuto combattere con l'inevitabile razionalismo (e con la disillusione) dell'età adulta; ma me la sono goduta davvero, compresi i lacrimoni che spesso sono venuti giù contro la mia volontà.

A volte si ha davvero bisogno di tuffarsi in una dimensione alternativa, in cui esiste una distinzione chiara tra il bene e il male; in cui esistono gli eroi, magari anche dei buffi eroi bambini capaci di essere assolutamente seri e magnanimi nel momento del bisogno; in cui i buoni trionfano e un mondo migliore è possibile.

 

Poi si torna alla vita di tutti i giorni, più complicata, più squallida, più ingiusta, decisamente meno eroica...

...o anzi eroica anch'essa, ma in maniera diversa. Perché la vita non è letteratura (e tanto meno cartone animato), ma anche per vivere queste nostre vite banali bisogna essere in qualche modo eroici.

E beato il mondo che non ha bisogno di eroi! (cit.)

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