Frammenti di un breve percorso di vita: "Il viaggiatore" di Stig Dagerman

Pubblicato il da vocelibera2011

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Il viaggiatore (Dikter, noveller, prosafragment) è una raccolta di racconti dello scrittore svedese Stig Dagerman (a quanto pare pseudonimo di Halvard Stig Jansson), morto suicida a soli 31 anni nel 1954, quando era al culmine della fama e del successo.


Il volumetto contiene nove racconti composti e pubblicati tra il 1947 e il 1953 e altri brevi scritti, in gran parte editi postumi.
I racconti ruotano prevalentemente intorno a protagonisti giovani o giovanissimi, accomunati da un destino di sconfitta e di emarginazione. A volte sono ragazzini di umili origini, alla cui sorte l’autore partecipa in maniera intensa e sofferta (come in L’auto di Stoccolma). In altri casi si tratta di ragazzini di ceto piccolo-borghese, dotati di una sensibilità spiccatissima, talvolta visionaria e vagamente morbosa, che li allontana dai coetanei e dalla società (come in  La scacchiera da viaggio).


Il giovane scrittore, figlio di un minatore e cresciuto senza la madre che lo aveva abbandonato, ottenne un successo strepitoso negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Dava voce al disagio di una generazione e di una classe sociale in un modo che parve assai vivido e stilisticamente nuovo.
Il successo però lo rovinò: come egli stesso ammette in una delle sue più belle pagine postume, la fama lo inebriò al punto da renderlo schiavo del pubblico e delle sue aspettative, a scapito dell’originalità e della sincerità dell’ispirazione. Incline al male di vivere al pari dei suoi personaggi, in preda alla depressione, si tolse la vita.


Nonostante il successo riscosso in vita e nonostante il giudizio entusiastico di Goffredo Fofi, curatore dell’edizione Iperborea del Viaggiatore, che vede in Dagerman un Kafka o un Camus svedese e che saluta con altrettanto entusiasmo la riscoperta del giovane autore, i racconti non sempre conquistano. Si ritrova qualche passaggio felice e qualche spunto perfino geniale (come nel racconto Ho remato per un lord, in cui il lord va alla ricerca di un mare di colore verde, mentre il giovane barcaiolo, voce narrante, non avrà mai l’opportunità di lasciare il brutto mare su cui vive e lavora); ma nel complesso non si riesce a liberarsi dalla sensazione del “già letto”.


Più efficaci e anche artisticamente più valide sono alcune delle pagine postume, soprattutto quelle che lo scrittore dedica a se stesso (Stig Dagerman, lo scrittore e l’uomo), in cui egli riconosce propri limiti ed errori. Fino al frammento intitolato Il viaggiatore, che comincia «Lascio sogni immutabili e relazioni instabili», continua «Lascio qualche centinaia di migliaia di parole, alcune scritte con piacere, la maggior parte per noia e per soldi» e ancora «Porterò con me nel viaggio […] un desiderio di annientamento e una speranza di liberazione», si conclude con l’epigrafe: «Qui riposa / uno scrittore svedese / caduto per niente / sua colpa fu l’innocenza / dimenticatelo spesso».

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