Il fascino del libro

Pubblicato il da vocelibera2011

http://principasticcio.files.wordpress.com/2008/05/libro_della_vita.jpgDiverso tempo fa lessi un articolo che parlava di un docente americano autore di più di 85.000 libri. L’altissimo numero di pubblicazioni era stato reso possibile dall’utilizzo di un programma informatico in grado di elaborare i dati relativi ad una determinata materia e di produrre un saggio, più o meno lungo, sull’argomento. I costi di produzione sono bassissimi e il testo viene stampato solo quando richiesto da un acquirente.


Amo il libro come oggetto, anzitutto. Perché mi sembra di sentire, anche quando è una copia di centomila identiche messe in commercio, la storia umana che c’è alle spalle. Perché è una compagnia insostituibile, tanto che ho sempre un libro in borsa.


Ricordo anche che quando, per ragioni di studio, ho potuto per qualche mese sfogliare manoscritti medievali datati dal X al XV secolo, ero felice. Questa emozione si risveglia ancora, ogni volta che torno col pensiero a quei giorni.

Dovevo condurre un lavoro molto tecnico, paleografico, e i contenuti di quei codici non mi interessavano molto; ma ero entusiasta perché potevo toccare libri antichi, volumi scritti e miniati da amanuensi ed artisti di cinquecento o mille anni fa, testi sfogliati da chissà quante mani prima delle mie eppure sopravvissuti pressoché integri.

Con uno speciale permesso avrei potuto consultare addirittura un manoscritto del VI secolo, ma ho preferito rinunciare. Ha prevalso la paura di rovinare quel cimelio preziosissimo, unico. E così mi sono accontentata di una copia realizzata con un sistema particolare, che mi permetteva comunque di proseguire il percorso di studio.

Ogni volta che ho l’opportunità di entrare in una libreria, resterei ore intere a voltare pagine, a consultare risvolti, per scegliere la successiva lettura da mettere sul comodino.
Ho sfogliato e risfogliato, letto e riletto, postillato e ripostillato non so più quante volte tutti i libri della mia piccola biblioteca personale. Ogni volta con lo stesso entusiasmo e con una passione nuova. Ogni volta provando un'emozione diversa, ogni volta imparando qualcosa di più.

Ogni libro ha lasciato un segno, più o meno profondo, dentro di me. Anche quando, nel complesso, non mi è piaciuto.

  

Ebbene, l’idea di lasciar compilare ad una macchina qualcosa che dovrebbe essere unico perché prodotto creativo e originale di un essere umano, mi dà grande tristezza. 

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