In viaggio sul treno dei sogni: "La freccia azzurra" di Enzo D’Alò

Pubblicato il da vocelibera2011

http://www.cartonionline.com/tv/rai/la_freccia_azzurra/la_freccia_azzurra_01.jpgLa freccia azzurra è un film d’animazione del 1996 diretto da Enzo d’Alò (Napoli, 1953) su un soggetto di Gianni Rodari. Tra le voci ci sono quelle di Dario Fo e di Lella Costa e le musiche di Paolo Conte sono state meritatamente premiate.


Scarafoni è un omone avido e senza scrupoli che, dopo aver conquistato la fiducia della Befana ed essere stato assunto da lei come collaboratore, la fa ammalare proprio alla vigilia dell’Epifania. In questo modo ne prende il posto, pretendendo denaro in cambio dei giochi che la Befana ogni anno regala. I giocattoli del negozio, credendo che la Befana sia diventata malvagia, fuggono nottetempo sotto gli occhi di Scarafoni e cominciano a vagare per la città innevata alla ricerca di bambini buoni a cui regalarsi. La Befana scopre l’inganno in tempo per commissionare ai suoi giocattolai di fiducia nuovi giochi da regalare ai bambini e riesce, non troppo in ritardo, a recapitarli tutti. Scarafoni invece viene raggiunto dalla folla mentre tenta di fuggire col malloppo e viene arrestato.

 


Il film racconta una bella fiaba a lieto fine, una fiaba dai toni ora tristi ora amari ora toccanti ora divertenti. Alcuni personaggi e situazioni restano impressi nel cuore e nella mente: il cattivo mago giocattolo che diventa buono quando il pastello rosso gli disegna un grosso cuore sull’abito azzurro e che salta e balla felice gridando «Vi amo tutti!»; il ballo della bambolina bionda con la statua col cilindro; i gemelli nobili, ricchi e viziati, che chiedono una sfilza interminabile di doni e non vedendo arrivare la Befana temono che le masse si siano ribellate e sia scoppiata la rivoluzione; il sogno del piccolo Francesco che dietro la barba di Babbo Natale rivede il padre morto...

Una bella fiaba (decisamente più tenera e ottimistica del romanzo di Rodari da cui il film è tratto) da mostrare ai bambini e da rivedere insieme a loro, perché capace di emozionare e di insegnare anche agli adulti.

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