L'orco e la bambina

Pubblicato il da vocelibera2011

orco-di-lorenteggio.jpgEra solo una ragazzina, la piccola S., quando cominciò a ripetersi quel sogno. Qualcuno si introduceva nella sua stanza, di notte, mentre lei dormiva; ma in realtà non era addormentata: avvertiva la presenza estranea, ma non poteva neppure intravvederla perché le volgeva le spalle; aveva molta paura, ma cercava di fingere di dormire mentre il cuore batteva così forte e il respiro diventava così irregolare da rivelare, nel silenzio, la sua veglia.

Il sogno terminava sempre allo stesso punto: l’estraneo si avvicinava a lei e il terrore la ridestava. Col cuore in gola, ma felice che fosse solo un sogno, la bambina riprendeva lentamente sonno, cercando di sostituire il ricordo dell’incubo con fantasie piacevoli.

Improvvisamente, in un momento della sua vita che lei non sa ricostruire con precisione – ma era già una giovane donna –, il brutto sogno non si presentò più.


Non molto tempo dopo un nuovo incubo prese il posto del precedente e accompagna S. ancora oggi. Si trova in un contesto familiare o lavorativo, qualcuno provoca la sua ira che esplode incontrollata, accompagnata talvolta da violente crisi di pianto.

Il sogno termina ogni volta quando il tono delle urla o i singhiozzi del pianto si fanno insostenibili.

 

S. non è sola, ha una vita ricca di affetti e di soddisfazioni professionali; eppure la paura e la rabbia le porta dentro da sempre e tuttora non riesce ad estirparle. Forse perché non ha ancora il coraggio di guardarle dritto negli occhi. Forse perché sono emozioni troppo grandi, ancestrali, contro cui sarà sempre impotente. 

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