Nel ventre di Napoli

Pubblicato il da vocelibera2011

001.JPGSotto la città di Napoli si apre un vasto mondo, molto affascinante e spesso ancora sconosciuto.

Gli antichi Greci, fondatori della città di Neapolis, realizzarono un primo acquedotto sotterraneo composto di cisterne comunicanti attraverso stretti e bassi cunicoli; al tempo stesso la pietra di tufo rimossa divenne materiale per le costruzioni. L'acquedotto fu ampliato nei secoli, crescendo le esigenze di approvvigionamento idrico (e anche le necessità edilizie, che richiedevano sempre maggiori quantità di tufo), e rimase in uso fino all' Ottocento.

Nello stesso Ottocento inoltre, alla vigilia dell'unità nazionale, il re Borbone fece realizzare un tunnel (in realtà mai portato a termine) che sarebbe dovuto servire a collegare direttamente il suo palazzo al mare e alla Caserma di via Morelli: lo scavo del tunnel andò ad incrociare le antiche cisterne.

Napoli sotterranea ha infine conosciuto nuova vita durante la seconda guerra mondiale, quando le cisterne, ormai vuote, sono state adibite a rifugi antiaerei muniti di illuminazione e servizi igienici essenziali.004.JPG

 

Oggi, dopo decenni di abbandono e di incuria, alcuni tratti di questo suggestivo percorso sotterraneo sono visitabili (se ne occupano diverse associazioni culturali reperibili nel web), con i piccoli tesori che vi si conservano: le leggende sul "munaciello", le scritte e i disegni sulle pareti realizzati dagli sfollati della seconda guerra mondiale, gli oggetti rimasti lì appunto dai tempi dei bombardamenti...

In alcune occasioni si allestiscono anche spettacoli che rievocano i momenti più gloriosi o più drammatici della storia napoletana; una parte del percorso può essere ora effettuata su zattera.

Ogni volta che scendo quei gradini che mi portano 30-40 metri sotto terra, inghiottita nel ventre della città, riprovo la stessa emozione: il passato recente e remoto che si ripresentano prepotentemente nella loro grandezza come nella loro semplicità, anche nella loro miseria.

 

Ci sono tuttora vasti tratti inesplorati, tutto è lasciato purtroppo alle iniziative private, più o meno generose, più o meno affidabili: come troppo spesso accade, il patrimonio culturale del nostro Bel Paese non è sufficientemente valorizzato. E non si può, purtroppo, tacere che ancora oggi la Napoli sotterranea viene a volte utilizzata come discarica di rifiuti attraverso gli antichi pozzi in superficie.

 

Una visita almeno, ma possibilmente più di una, è d'obbligo: si tratta di un'esperienza unica al mondo, resa anche sempre nuova dalle numerose iniziative in corso.

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