Per doverosa riconoscenza

Pubblicato il da vocelibera2011

http://uwsscience.files.wordpress.com/2011/03/henrietta-lacks202-thumb-400xauto-7959.jpgHenrietta Lacks era una donna di colore negli Stati Uniti degli anni Quaranta-Cinquanta, quando era ancora in vigore la segregazione razziale. Discendente di schiavi, viveva in Virginia e lavorava nelle piantagioni di tabacco.

Si ammalò di tumore all'utero e morì nel 1951, a soli 31 anni, lasciando cinque figli.

 

Una storia come tante, se non fosse che il nome di Henrietta è legato alle cosiddette cellule HeLa (dalle lettere iniziali del nome e del cognome).

Quando infatti fu operata (inutilmente) per il cancro che la stava divorando, ad Henrietta furono asportate porzioni di tessuto che rivelarono qualcosa di eccezionale: le cellule tumorali avevano più cromosomi di quelle normali e si riproducevano molto velocemente senza di fatto invecchiare.

Quelle cellule "immortali", chiamate appunto HeLa, hanno  continuato a moltiplicarsi e si calcola che attualmente, tra i diversi laboratori, ce ne siano tonnellate. Nei decenni sono state utilizzate nella sperimentazione scientifica su poliomielite, leucemia, cancro, dna..., con risultati di grandissimo valore e utilità. 

 

Mentre le sue cellule contribuivano al progresso della scienza medica, la povera Henrietta veniva dimenticata; finché, nel 2010, una giovane scrittrice e giornalista scientifica americana, Rebecca Skloot, ha pubblicato un libro, frutto di dieci anni di lavoro, intitolato The immortal life of Henrietta Lacks (da quest'anno nelle librerie anche in traduzione italiana: La vita immortale di Henrietta Lacks, per la casa editrice Adelphi).http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSBwojGUmi2Z4sQ3E02vTG4KRwcGC5t6GqGfpF-glGqhq7gf4uRsw

Il libro non solo ha reso famosa la donna grazie alla quale tante importanti ricerche e scoperte sono state compiute, ma ha anche portato alla luce un risvolto della questione molto problematico sul piano morale.


Il prelievo delle cellule di Henrietta fu effettuato senza il suo consenso e senza consultare la famiglia, che ne è venuta a conoscenza solo più di venti anni dopo.

La Skloot ha fatto quindi venire a galla una contraddizione dolorosa e grave. Le cellule HeLa hanno permesso di curare e guarire tante persone; a quelle cellule deve moltissimo, in termini economici, l'industria farmaceutica. Eppure la famiglia della Lacks non ne ha ricavato alcun particolare riconoscimento o vantaggio, ed oggi vive in condizioni economiche tali da non potersi permettere un'assicurazione sanitaria. Se la sorte beffarda e maligna dovesse far ammalare uno di loro, questi non potrebbe usufruire delle cure messe a punto grazie alle cellule della propria congiunta.


Come sempre accade, le questioni scientifiche si intrecciano con quelle etiche (oltre che con quelle economiche).

Al tempo di Henrietta le norme sul consenso non esistevano neppure. Oggi però, con fin troppo colpevole ritardo, sarebbe ora di riconoscere alla famiglia della Lacks ciò che è giusto, anche in termini economici.


Dopo di ciò, resterà ancora molto da fare. È infatti inaccettabile che la più grande democrazia del mondo preveda ancora oggi un sistema sanitario che non garantisce a tutti i cittadini uguali possibilità di cura. La strada della piena giustizia sociale è ancora molto lunga.

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