Racconti in dieci parole - su ispirazione della Libreria Immaginaria

Pubblicato il da vocelibera2011

Mi piacerebbe riuscire a scrivere racconti e romanzi di un qualche valore, ma ormai sono giunta alla conclusione di non possedere sufficiente talento (e forse in parte anche coraggio). Perciò ho deposto le ultime velleità che mi portavo dietro fin dall'infanzia, quando scrissi un breve romanzo ispirato a un cartone animato giapponese , e mi sto dedicando esclusivamente alle recensioni e a qualche occasionale intervento sull'attualità.

 

L'idea di mettere per iscritto qualche fantasticheria continua però a stuzzicarmi, perciò mi sto cimentando piacevolmente nei "Racconti immaginari", gare di racconti in 10 parole che si organizzano sul blog a più mani a cui collaboro, La libreria immaginaria. È una cosa leggera e divertente, ma per me anche una piccola sfida con me stessa e forse qualcosa di più.

Voglio allora cominciare a raccogliere in questo post i racconti con i quali concorro: già ora, dopo sole sette "edizioni" del contest, mi fa sorridere (e un pizzico mi emoziona anche) rileggere quello che ho scritto.

 

Nell'ordine, dal più vecchio al più recente:

 

(contest a tema libero)

- Si svegliò e scoprì una vita più bella del sogno.


(il racconto doveva contenere la parola "inchiostro")

- Inchiostro azzurro su carta bianca. Due sole parole: «Per sempre».


(contest su trame di libri letti)

…ispirato a La zattera di pietra di José Saramago

- Siamo andati alla deriva e abbiamo ritrovato noi stessi.

…ispirato a Le intermittenze della morte di José Saramago…

- Riuscì a non morire e trovò l’amore.

…ispirato a Tutti i nomi di José Saramago…

- Ho intrapreso la ricerca infinita della felicità


(contest a tema libero)

- Luna sul lago, suonano le cornamuse, principi e fate danzano.


(contest di Halloween)

- Il libro si animò ghignando e risucchiò tutto. Finalmente pace.

- La bella principessa bevve la pozione: divenne strega, come voleva.

- Occhietti rossi di migliaia di ragni: non vide più altro.


(contest di Natale)

- Una lettera tra i pacchetti diceva che l’amava ancora.

- Due bimbi aspettavano Babbo Natale per offrirgli biscotti. Si addormentarono.

- Sognò la slitta fatata. Al risveglio aveva neve sul nasino.

 

(Eh, già! A volte ho partecipato con più di un racconto, perché mi diverto davvero molto! )


Queste brevi composizioni, pur nella loro brevità e leggerezza, riflettono tutti qualcosa di me, della mia passione per i bambini, per le fiabe, per i libri (e per Saramago ); dei miei sogni infranti che nonostante tutto resistono; della mia rinascita alla vita dopo una cesura molto dolorosa. Costituiscono tutti una traccia di me che rimane, una scia che posso seguire a ritroso per ripercorrere alcuni dei momenti più importanti della mia piccola vita.

Per questo non posso che ringraziare l'ideatrice del contest, Trix, di cui peraltro apprezzo molto anche le recensioni di libri che pubblica sulla Libreria Immaginaria.

 

Tornando a note più leggere.

Rintracciando i miei racconti in 10 parole sparsi tra i post, mi sono anche ricordata che la gara di sintesi di trame di romanzi mi aveva suggerito l'idea di far precedere ogni mia successiva recensione da un riassunto in 10 parole. In seguito me ne sono dimenticata, ma ora voglio senz'altro provare a farlo. Ma solo per i libri che avrò amato.



Aggiornamento.

 

(contest di S. Valentino: esperienze personali senza il limite delle 10 parole)

 

Nonostante sia S. Valentino, quest’anno i miei studenti sono in aula (di solito decidono di non entrare per essere liberi di festeggiare – o di dormire, secondo la situazione sentimentale di ciascuno).
Venendo a scuola ho dedicato solo un fugace pensiero alla ricorrenza, più che altro domandandomi se, mancando le classi, sarei rientrata prima a casa. Poi, trovati gli alunni, ho del tutto dimenticato la festa.
Entrata in quarta, mentre mi preparo a cominciare la lezione, firmo sul registro, cerco il libro nella mia borsa modello MaryPoppins… una ragazza dal fondo dell’aula si alza di scatto, anche piuttosto rumorosamente, e con passo sicuro e rapido si dirige verso di me: “Prof., un cioccolatino per voi”, e mi porge un bacio Perugina.
Non me lo aspettavo, lo ammetto; meno di tutti, poi, da lei, sempre un po’ annoiata dalle mie lezioni e refrattaria alla mia disciplina. D’istinto rispondo, con un largo sorriso, rivelando implicitamente ciò che preferivo rimanesse segreto: “Grazie, grazie davvero, non ci pensa mai nessuno!”.
E in effetti è proprio così: da anni ormai non ci pensa più nessuno.

 

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