Scuola pubblica e scuola privata

Pubblicato il da vocelibera2011

http://mariobadino.noblogs.org/resource/generale/download/foto_scuola.jpgI dati diffusi dal Ministero dell'Istruzione rivelano che negli ultimi cinque-sei anni c'è stato un incremento delle iscrizioni nelle scuole paritarie (primarie e secondarie di primo e secondo grado) maggiore di quello registrato negli istituti statali.

 

Non entro nel merito, per ora, per quello che riguarda la scuola secondaria. Ma a proposito della scuola primaria posso pronunciarmi con cognizione di causa.

L'aumento delle iscrizioni non deve stupire: le scuole private paritarie offrono una qualità dell'insegnamento paragonabile (nel bene e nel male) a quella degli istituti pubblici, garantiscono un titolo di studio del tutto equivalente ed in più mettono a disposizione degli allievi strumenti e opportunità che spesso mancano nella scuola pubblica: tempo pieno e mensa, classi poco numerose, maggiore sostegno ai disabili.

I tagli sempre più cospicui dei finanziamenti alla scuola pubblica hanno provocato disagi e disservizi sempre maggiori a cui le famiglie, potendo minimamente permetterselo, hanno reagito iscrivendo i loro bambini nelle paritarie.

 

Insegno nella scuola pubblica e sono una sostenitrice convinta ed entusiasta dell'istruzione pubblica e della scuola di massa, nella quale il "censo" non costituisca una discriminante.

Ma ho iscritto anche io mio figlio ad una scuola paritaria.

Vivo la cosa come una contraddizione e un tormento, ma non ho avuto scelta. Per le donne che lavorano e che non possono contare sull'aiuto delle nonne, non c'è alternativa. Costerebbe ben più di una retta scolastica pagare una baby-sitter per 1,2,3 ore al giorno. In aggiunta, ed è fondamentale, mio figlio è inserito in una classe di 17 bambini che le insegnanti possono seguire da vicino come non sarebbe possibile fare con 25 o 30 e inoltre ha a disposizione laboratori e palestra ben attrezzati.

 

Da insegnante non ignoro a quale sfruttamento siano sottoposti i docenti delle scuole private, anche paritarie. Si tratta per lo più di giovani donne, che vengono spesso "invitate" a non avere figli per non doversi assentare e per non dover essere sostituite o a ridurre al minimo il periodo della maternità; che vengono tenute sotto la spada di Damocle di un licenziamento improvviso (è successo in una scuola vicino casa mia, che ha chiuso all'improvviso lasciando sulla strada tutti i dipendenti, solo in parte riassorbiti in un nuovo istituto).

Da cittadina tutto questo mi indigna, eppure non ho avuto scelta.

 

Come ho scritto in altre occasioni, la civiltà si misura in base ai servizi offerti al cittadino (istruzione, sanità, sicurezza). Il nostro Paese sta rovinando sotto il livello di guardia.

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