Un messaggio di speranza

Pubblicato il da vocelibera2011

http://it.dreamstime.com/pace-thumb6558723.jpgUn articolo pubblicato sul Venerdì, l'inserto del quotidiano la Repubblica, il 9 dicembre 2011 propone un'intervista allo psicologo americano Steven Pinker, di cui è appena uscito l'ultimo studio, The better angels of our nature (non ancora tradotto in italiano).

 

Il professore ritiene che nell'uomo siano presenti cinque disposizioni negative innate (violenza predatoria, violenza ideologica, dominanza, vendetta e sadismo) e quattro disposizioni positive ugualmente innate (empatia, autocontrollo, senso morale e ragione). A seconda delle epoche storiche, delle condizioni sociali e di altri fattori tenderebbero a prevalere le prime o le seconde.

Ebbene, a parere dello studioso la nostra è l'epoca dei quattro angeli positivi: mai l'umanità sarebbe stata così pacifica e altruista.

 

In più di 800 pagine lo psicologo sviluppa l'argomento ponendo a confronto, e stabilendo le dovute proporzioni, le cifre dei morti delle diverse epoche, giungendo appunto alla conclusione che le vittime di morte violenta sarebbero oggi meno numerose che in qualunque altra età della storia.

Secondo Pinker il merito di questa evoluzione va alla nascita degli Stati, che hanno interrotto la catena delle vendette private e, più in generale, hanno imposto l'autocontrollo e il rispetto altrui. In questo processo avrebbero giocato un ruolo fondamentale anche l'Illuminismo e la "femminilizzazione", cioè l'ingresso delle donne nella vita economica, culturale e politica.

 

Non ho letto il libro e non escludo che i dati riportati dallo studioso possano prestarsi anche ad interpretazioni diverse.

Tuttavia in questo tempo in cui sembra che la violenza dilaghi e che quasi si stia assistendo ad un regresso verso la barbarie quando si leggono certi eventi di cronaca (come l'assalto al campo rom torinese), il libro di Pinker diffonde invece la speranza.

Abbiamo bisogno di credere che, seppure tra cadute terribili (le dittature del Novecento!), l'umanità riesca davvero a progredire verso forme di convivenza più civili, solidali e pacifiche.

Crederci può spingerci anche a dare, a nostra volta, un contributo più incisivo in questa direzione.

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