Una fredda fiaba a tesi: "C’è nessuno?" di Jostein Gaarder

Pubblicato il da vocelibera2011

http://i53.tinypic.com/1zvzyc3.jpgC’è nessuno? (Hallo? Er det noen her?) è un breve romanzo per ragazzi (o meglio un racconto) dello scrittore norvegese Jostein Gaarder (Oslo, 1952), pubblicato nel 1996 e poi tradotto in diverse lingue. L’autore, già professore di Filosofia, è diventato celebre a livello internazionale dopo la pubblicazione della sua storia della filosofia romanzata, Il mondo di Sofia, nel 1991.


Joakim, ormai adulto, racconta alla nipotina Camilla un’eccezionale avventura della sua infanzia, quando aveva la sua stessa età e come lei stava per avere un fratellino o una sorellina. Mentre i genitori sono in ospedale, il piccolo Joakim, che ha 8 anni, resta solo in casa per qualche ora, mentre aspetta l’arrivo della zia Helene. Un rumore gli fa scoprire, appeso a testa in giù ad un melo del giardino, un bambino alieno di nome Mika. I due trascorrono insieme un intero giorno, senza che però la presenza dell’extraterrestre venga rivelata alla zia. I due bambini girovagano nei dintorni e soprattutto parlano tra loro, scambiandosi esperienze e conoscenze. Scoprono così di essere al tempo stesso simili e diversi e di poter apprendere molto l’uno dall’altro.


È il narratore stesso ad insinuare il dubbio che la storia sia stata solo un sogno e non un evento realmente accaduto. In ogni caso, quella vicenda resta per lui straordinaria e importante.

Il messaggio che l’autore intende trasmettere è evidentemente quello della fecondità dell’incontro con chi è diverso da noi, ma comunque a noi accomunato da una più vasta “umanità” creata da Dio. Il racconto, però, non conserva sempre il tono leggero e fantastico che dovrebbe avere per parlare ad un pubblico di bambini o di pre-adolescenti. Troppo spesso la leggerezza è sacrificata al messaggio; troppo spesso le informazioni che i bambini si scambiano hanno il tono del libro di scienze.


L’idea di partenza, della relatività dell’ “alto” e del “basso” rappresentata dai due bambini, l’uno con i piedi per terra l’altro penzolante a testa in giù dall’albero, è molto buona. Tuttavia il risultato complessivo è deludente: l’autore non è riuscito a scrivere la fiaba leggera ma intensa che ci sarebbe piaciuta e che sarebbe stato utile leggere.



«(a parlare è il piccolo alieno Mika – n.d.r.) Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre»

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berenice 03/01/2012

Buona la tua presentazione. Leggevo oggi sul Corriere della Sera che sempre più scrittori celebri e premio Nobel stanno scrivendo storie per ragazzi: un buon invito alla lettura.