Una storia del tutto prevedibile: "Le cose che so di lui" di Eli Gottlieb

Pubblicato il da vocelibera2011

eli_headshot.jpgL'autore Eli Gottlieb, nato a New York in un anno che nel pur gran mare della rete non si riesce a rintracciare, è stato Senior Editor per la rivista Elle e anche docente di letteratura americana all'Università di Padova. Fino ad oggi ha scritto tre romanzi, di cui Le cose che so di lui (Now you see him, 2008) è il secondo.

 

Una tranquilla cittadina americana non lontana da New York, Monarch, viene sconvolta dall'omicidio-suicidio di Rob Castor e della sua compagna Kate. Assediata dalle forze dell'ordine e dai giornalisti, la città vive il suo momento di esaltazione e di celebrità; ma l'evento sconvolge anche profondamente Nick Framingham, amico d'infanzia di Rob. Passo dopo passo, ripercorrendo nel ricordo la sua amicizia con Rob, Nick porta a galla verità tenute nascoste per quasi quarant'anni.

 

Le trecento pagine del romanzo si divorano in un paio di giorni (o anche meno), lasciando infine una sensazione di déjà-vu e al tempo stesso di incompletezza.product-2643439.jpg

Non mancano buoni spunti: la vita sonnolenta della provincia americana, torbidi segreti tenuti nascosti per ipocrisia e perbenismo, il lento inesorabile scivolare della vita matrimoniale nella monotonia, la fuga dal male di vivere nell'alcool o nelle droghe, la ricerca di risposte e consolazione in contesti new-age, le pressioni del business sull'arte... Tutto però viene toccato, o appena sfiorato, nonostante qualche pretesa di introspezione, senza la capacità di immergersi al fondo delle cose. E lo scabroso segreto da teleromanzo che unisce i due amici d'infanzia si intuisce fin dalle prime pagine.

 

Il libro offrirebbe la sceneggiatura adatta per un tv-movie della domenica sera; di quelli, per intendersi, di cui non si sente il bisogno. Come del libro, d'altra parte.



«Mi ero arreso alla più stupida, la più superficiale, la più idiota delle schiavitù: il sesso»

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post