Una tenera e avventurosa storia di adolescenti: "Qualcuno con cui correre" di David Grossman

Pubblicato il da vocelibera2011

 

http://lorenzomartucci.altervista.org/wp-content/uploads/2011/05/strada.jpgDavid Grossman (Gerusalemme, 1954) è uno scrittore estremamente versatile, capace di rivolgersi al pubblico infantile (come, ad esempio, con i racconti di Itamar), a quello giovane (come nel caso di Ci sono bambini a zigzag) e a quello adulto (Che tu sia per me il coltello è un vero capolavoro). Il romanzo Qualcuno con cui correre (מישהו לרוץ איתו), pubblicato nel 2000, è una ulteriore conferma di questa abilità.
 
Assaf è un ragazzo di 16 anni, robusto nel fisico ma piuttosto timido e impacciato, riflessivo e sognatore nell’animo. Tamar è una sua coetanea, piccola di statura, capace di grande forza d’animo e generosità, che la sua spiccata sensibilità ha reso però anche molto dura. Una cagna di nome Dinka e una suora stravagante, quasi strumenti del destino, fanno sì che i due adolescenti si conoscano durante una calda e drammatica estate a Gerusalemme. Nonostante le origini differenti e i diversi caratteri, i due scopriranno, grazie anche ad altri amici preziosi, delle affinità profonde, una sorta di magia che li attrae l’uno verso l’altra.
 
Il romanzo è piuttosto coinvolgente dal punto di vista emotivo e anche il lettore adulto può finire col partecipare intensamente alle storie dei due giovani protagonisti. Anche il lettore smaliziato può essere commosso dall’energia indomabile della giovinezza di Assaf e di Tamar, che consente loro di raggiungere anche l’obiettivo più folle e insperato, a patto di crederci con tutte le proprie forze. È difficile, arrivati all’ultima pagina, non avvertire la nostalgia delle emozioni che il libro sa suscitare.
 
Grossman si rivela ancora una volta capace di delineare interessanti caratteri border-line e di costruire trame non sempre realistiche che però esercitano forte suggestione nel lettore. In questo caso, in particolare, lo scrittore offre agli adolescenti la possibilità di immedesimarsi in due ragazzi di grande sensibilità e per questo spesso incompresi, come non di rado accade ai giovani. Regala inoltre ai suoi lettori un’avventura rocambolesca e un lieto fine romantico, accompagnati da un senso magico di predestinazione, in sintonia con i sogni di molti adolescenti.
Al lettore adulto, d’altra parte, viene data l’opportunità di reimmergersi nei propri anni giovanili e di fare un utile bilancio. La passione, l’idealismo, insieme anche all’ingenuità e all’incoscienza, sono tipici anzitutto dei giovani, su cui l’ “esperienza” non ha ancora steso il velo della saggezza e spesso della disillusione.
 
Gli anni giovanili andrebbero davvero vissuti con tutto l’entusiasmo e l’intensità di cui gli adolescenti sono capaci, eppure sembra che oggi siano proprio le ultime generazioni le più disincantate. I loro sogni si proiettano per lo più nei mondi di saghe fantasy romanzesche o cinematografiche; mentre la vita di ogni giorno resta sostanzialmente immobile, nonostante spesso sia ricca di attività e intrattenimenti.
La storia di Assaf e Tamar potrebbe spingere i nostri ragazzi a riflettere sui loro sogni e ad uscire dal guscio per cercare di viverne qualcuno concretamente.
Gli adulti, dal canto loro, potrebbero imparare a conservare, nonostante tutta la sapienza e l’eventuale disinganno, un barlume di quell’energia, senza la quale la vita diventa davvero soltanto un grigio succedersi di eventi e personaggi senza anima.

 

 

«Fecero attenzione a non toccarsi. Sentivano che la presenza dell’altro li caricava di forze nuove, impetuose, ma che impediva loro anche di dormire».

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