Vita senza poesia: "Cattedrale" di Raymond Carver

Pubblicato il da vocelibera2011

http://www.italagasparini.it/disegno_lisbona_copia.jpgCattedrale (Cathedral) è il titolo di una raccolta di racconti pubblicata dallo scrittore statunitense Raymond Carver (Clatskanie, 1938 – Port Angeles, 1988 ) nel 1983. Il racconto omonimo chiude il volume, che ne contiene dodici.

 

Nelle diverse narrazioni si alternano narratori esterni e interni; tutte però sono accomunate dall'ambientazione e dall'atmosfera. Carver rappresenta il mondo piccolo-borghese o proletario della provincia americana, un mondo composto di uomini e donne non ricchi, non belli, non interessanti, dalle vite a volte piatte a volte dolorose, ma sempre prive di luce e, sembra, di senso. Scorrono davanti ai nostri occhi disoccupati depressi, alcoolisti senza speranza, uomini abbandonati dalle mogli, famiglie che perdono la casa... e le storie sono narrate in maniera scabra, con un linguaggio colloquiale e a volte gergale e una sintassi semplice che vogliono riprodurre la lingua parlata negli ambienti rappresentati.

L'autore conosceva bene la realtà che illustrava nelle sue pagine, lui che aveva provato gli stenti, l'alcoolismo, umiliazioni e frustrazioni.


Il sentimento più forte che suscitano i racconti di Carver è probabilmente la rabbia, di fronte a vicende di vita così squallide e deprimenti.

Una società civile dovrebbe impegnarsi a soccorrere i più deboli, a diffondere giustizia sociale, cultura, ideali, bellezza. E in questo senso la letteratura e l'arte possono dare un importante contributo, anche proprio documentando realtà inique e disperate troppo spesso dimenticate.


Acquista allora forse un'intensa valenza simbolica il racconto che conclude la raccolta, in cui la narrazione si apre a note, nonostante tutto, poetiche. È la storia di un cieco che spinge un vedente a disegnare tenendo gli occhi chiusi: una bellissima metafora per significare che non bisogna mai smettere di tentare di superare il proprio limite e di creare qualcosa di nuovo e di bello, restituendo entusiasmo e poesia all'esistenza.

 


«I sogni, be', sono le cose da cui ci si risveglia»

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Marco Buccino 06/04/2012 14:10

Ciao e complimenti per il blog! Sono un appassionato di Carver e ho scritto una breve recensione di “Cattedrale” sul mio blog, passa a leggerla se ti va. Grazie, Marco.
http://marcobuccino.wordpress.com/

vocelibera2011 06/04/2012 16:14



Grazie per essere passato di qui e aver lasciato un commento. Non mancherò di ricambiare la visita. :)



Delio 12/23/2011 12:31

li sto leggendo e sono racconti che lasciano senza respiro, non perché il loro contenuto sia "forte", tutt'altro, proprio perché c'è uno spaccato vero (troppo vero!) della noia e insipienza della
nostra esistenza; nulla oltre di un frigorifero rotto (nella sua glaciale normalità è un racconto che fa venire i brividi) o alcune penne di un pavone sparse qua e là. se non altro uno sprone a
rendere la nostra vita un po' più unica, a qualificarla in ogni momento, a non rimanere sdraiati su un divano quando si perde il lavoro a guardare la televisione e maniguicchiare qualcosina.
vittorio arrigoni diceva "restiamo umani", questi racconti sembrano dirci "diventiamo umani", usciamo dalla mediocrità, dall'individualismo fine a se stesso, usciamo di casa, incontriamo persone,
parliamo, costruiamo relazioni e prendiamoci ogni momento per noi stessi (un po' anche in senso senecano). insomma Carver riesce a essere un grande pur scrivendo racconti "brutti", cioè che
raccontano la bruttezza!

Voce Libera 12/01/2011 10:58

Grazie a te!

Mari 11/30/2011 23:43

Stupenda recensione! Grazie. Mari